Come affrontare una paura

Tutti abbiamo paura. Nessuno escluso. La paura è da un punto di vista emozionale, paura di morire o di soffrire. Ogni paura affonda le sue radici in queste due paure.

Le paure in sé non sono quasi mai “direttamente” paure di morire, ma sono paure di cadere in situazioni di pericolo e queste….in senso traslativo, sono paure di morte. Se abbiamo una paura ad uscire di casa ad esempio, quella paura, che ne siamo consci o no, è legata ad una paura di morte.

Quando la paura è molto violenta e non conscia, si può avere un attacco di panico, che altro non è che paura molto molto intensa.

Indipendentemente da come la paura si manifesta, essa è espressione di un PENSIERO che la mente subconscia elabora ed “urla” nel momento in cui prevede che la situazione di pericolo si stia avvicinando.

Il panico si cronicizza, cioè tende a rimanifestarsi in diverse situazioni quando la mente elabora una “paura della paura”.

Avviene che se la manifestazione di panico è molto forte, essa letteralmente terrorizza chi la prova e la mette in allarme……spasmodico.

Quando questo avviene, il pensiero “originario” che ha scatenato il primo attacco, è passato in secondo piano mentre è rimasta in primo piano questa “paura della paura”.

Anche questa, come le altre paure, è determinata da PENSIERI ben precisi.

I pensieri assumono forme diverse a seconda delle persone che li concepiscono, ma di fatto una paura della paura risponde ad alcune espressioni tipiche che sono circoscritte a concetti di questo tipo:

ecco adesso sto male”, “ adesso mi viene” “ adesso svengo” “no, no, no, ho paura che mi venga” “ sto perdendo il controllo” “ è più forte di me” “non ce la faccio” e così via.

QUESTI pensieri sono i responsabili dell’attacco di panico, sono loro che scatenano il panico.

L’assoluta convinzione di non avere possibilità di controllo scatena il panico.

Un modo efficace per disinnescare questi pensieri è quello di identificarli nella loro esatta struttura e…..ripeterli, ripeterli costantemente durante l’attacco.

Questa tecnica ripetitiva consente alla mente per così dire, di “prendere il toro per le corna”…la mente all’inizio dell’affioramento del pensiero scatenante, avrà anche un ulteriore innalzamento dell’ansia, perché sarà stato rimosso il pensiero repressivo-difensivo che la persona normalmente pone in esser per difendersi dall’attacco, peraltro con ben pochi risultati, ma dopo pochi minuti di ripetizione l’intensità dell’attacco comincerà a scendere… e continuando nella ripetizione esso andrà progressivamente a spegnersi….totalmente, perché il conscio avrà imparato che tale pensiero è in effetti assolutamente innocuo, a dispetto di ciò che lo stesso dice.

Questo processo di abreazione del pensiero della paura richiede normalmente solo pochi minuti (in media circa 15-20) e permette alla persona di uscire dall’attacco di panico in modo assolutamente pulito e senza conseguenze, ottenendo una vittoria, un sollievo su se stessa ed un innalzamento del tono generale, notevole.

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